GRAPPA CLEOPATRA MOSCATO ORO JACOPO POLI  -   cod. 00000412
Categoria: Grappa e Distillati di Frutta
Prezzo: non disponibile
Disponibilità: 1
Contenuto: 0,70 lt.
Confezione: 1
Località: Italia-Veneto
Produttore: Jacopo Poli Schiavon TV


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Il cognome della famiglia Poli (che significa figli, discendenti di Paolo) ha origine da "Polo" (Paolo), il quale nel '400 possedeva "quatro campi de tera, quaranta piegore e tre vache" a Gomarolo, sulle colline nei pressi di Bassano del Grappa.
Giobatta era il nome del bisnonno di Jacopo.
Produceva cappelli di paglia, attività piuttosto fiorente all'epoca, ma aveva una grande passione: la Grappa.
Costruì una piccola distilleria montata su un carretto e andò per case a distillare vinacce.
Iniziò così, nel 1898, la storia di grappaioli della famiglia Poli.
Giovanni, nonno di Jacopo, raccolse l'eredità spirituale di suo padre; ricavò un impianto di distillazione modificando opportunamente la vaporiera a legna di una locomotiva.
Giovanni era un vero patriarca, ma anche uno spirito illuminato e progressista; era sua la prima auto della zona e aveva il telefono con il numero 2 (il numero 1 era quello del centralino della Tel.Ve., la Telecom di allora.
Amava circondarsi di persone colte: alla sua tavola, la domenica, c'erano sempre Don Giovanni Toniolo e il Dottor Tegon; insieme leggevano e discutevano “Il Popolo” e “L'Unità”.
Toni Poli, padre di Jacopo, scorrazzava fiero, novello Ligabue, con la sua Guzzi rossa del '50.
Fu lui a modificare nel '56 l'impianto di distillazione originario in uso ancora oggi.
Un uomo di profonda umanità, troppo nobile per essere un buon affarista.
Infine Jacopo, nato in una caldaietta, il quale, con i suoi fratelli Giampaolo, Barbara e Andrea, prosegue una tradizione e insegue un obiettivo: far capire e apprezzare la fatica, la tenacia, ma soprattutto l'Amore racchiuso in un distillato.
L’edificio della Distilleria è un esempio di archeologia industriale di fine ’800; è considerato di interesse storico, ambientale per la sua struttura a porticato tipica delle abitazioni rurali venete.
L’alambicco è fra i più antichi ancora in funzione: è composto da caldaiette completamente in rame, come nella più ferrea tradizione e funziona a vapore con ciclo di lavorazione è discontinuo.

GRAPPA CLEOPATRA MOSCATO ORO JACOPO POLI

Alla Poli Distillerie rinasce Crysopea, il più innovativo alambicco a bagnomaria sottovuoto oggi in funzione.
Diventa realtà lo studio di un alambicco a bagnomaria sottovuoto iniziato nel 2003 dal Centro Sperimentale dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige.
Dopo cinque anni di sperimentazioni, dal 2005 al 2010, il nuovo alambicco Crysopea si affianca allo storico alambicco a caldaiette a vapore di proprietà della famiglia Poli, ampliando così le tecniche di distillazione utilizzate da generazioni e dando vita a grappe dalle caratteristiche sensoriali distinte e singolari.
Crysopea rappresenta un significativo contributo nell'evoluzione della tecnica e del processo produttivo della Grappa con metodo artigianale discontinuo, distinguendosi dagli impianti tradizionali per due aspetti: il funzionamento sottovuoto e la colonna di arricchimento senza piatti a riflusso regolabile.
L'impianto funziona in discontinuo: i composti volatili fluiscono direttamente nella colonna di distillazione ed arricchimento nella quale subiscono un frazionamento mentre risalgono verso l'alto.
La conseguenza è un processo di distillazione frazionata e deflemmazione regolabile in intensità, variando la portata dell'acqua di raffreddamento circolante nella camicia della colonna stessa.
I vapori passano quindi nel gruppo di condensazione e refrigerazione mentre il distillato viene raccolto in un serbatoio all'interno del freezer.
Ciò che arriva ancora in fase vapore all'interno di questo serbatoio viene aspirato dalla pompa per il vuoto e viene scaricato assieme all'acqua di raffreddamento della pompa stessa.
Si tratta di un importante traguardo tecnico-produttivo quello raggiunto da Poli Distillerie: l'applicazione del vuoto al processo di distillazione fu infatti tentata nel corso degli anni da diversi professionisti, primo fra tutti l'italiano Enrico Componi, ma si è dovuto attendere molti decenni perché ne venisse fatto un uso produttivo e non solo sperimentale, in considerazione delle notevoli difficoltà tecniche connesse al rischio di implosione dell'alambicco e alla condensazione dei vapori.
Il principale vantaggio della distillazione effettuata mediante Crysopea consiste nell'abbassamento del punto di ebollizione dell'alcool e dei vari composti volatili presenti nella vinaccia, determinato dalla pressione negativa all'interno dell'alambicco.
Questo permette di ottenere un distillato connotato da delicati aromi fruttati e floreali, che essendo termolabili normalmente vengono persi a causa delle temperature presenti all'interno di una caldaia.
I distillati ottenuti con Crysopea risultano infatti sensibilmente migliorati per incremento della nota floreale terpenica, forte diminuzione delle impurità di testa, sensibile diminuzione degli esteri e riduzione dell'alcool metilico.
Il nome di Crysopea è nella storia. Fu Cleopatra, alchimista dell'Antico Egitto, a creare il primo alambicco di sempre con cui distillare il più prezioso dei metalli, l'oro, e lo chiamò proprio Crysopea, dal greco Chrysos, "oro", e Poirò, "fare".
La decisione della famiglia Poli di distillare con il nuovo alambicco in primis le vinacce dorate di Moscato è proprio una dedica all'alchimista Cleopatra, e alla sua "ricerca dell'oro".
A tale proposito Jacopo Poli, che ha seguito la nascita di Crysopea fin dai primi studi del 2003, afferma con soddisfazione che la nuova Crysopea chiude un cerchio simbolico iniziato dall'alchimista Cleopatra millenni fa.
Un ciclo che è arrivato a compimento dunque, a cui abbiamo voluto dare l'importanza che merita inserendo il drago Uroboros che si morde la coda nell'etichetta della nuova Cleopatra Moscato Oro.
Questo è infatti il nome del primo distillato messo in commercio nato da questo nuovo, ma antichissimo, alambicco.
Grappa ottenuta da vinacce freschissime, connotate da un’estrema finezza e una pulizia aromatica che raramente si riscontra in un distillato.
Affinata in barili di rovere, la Grappa Cleopatra Moscato Oro è ottenuta da vinaccia di uva moscato bianco dei Colli Euganei.

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