G. LUXARDO ZARA COGNAC MEDICINALE SIG. REALE FASCI  -   cod. 00000819
Categoria: Cognac Italiani (Ante 29 Maggio 1948) e Arzente
Prezzo: non disponibile
Disponibilità: 1
Contenuto: 1,00 lt.
Confezione: 1
Località: Italia-Veneto
Produttore: G. Luxardo Zara


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Correva l’anno 1817 quando un patrizio genovese fu mandato a Zara, capitale del Regno di Dalmazia allora sotto il dominio Austroungarico, come rappresentante consolare del Regno di Sardegna. Il suo nome era Girolamo Luxardo.
Fu così che nel 1821 Girolamo Luxardo fondò a Zara una fabbrica destinata alla produzione del Maraschino.
Dopo soli 8 anni, nel 1829, ottenne un privilegio da parte dell’imperatore d’Austria, con cui si riservava all’inventore per 15 anni la produzione esclusiva di tale tipo di liquore, appunto il Maraschino.
La fabbrica che Girolamo aveva fondato si andò sviluppando sempre più, passando nelle mani dei suoi eredi fino alla seconda guerra mondiale.
Nel 1943 un bombardamento angloamericano distrusse quasi totalmente lo stabilimento, ma fu con la ritirata delle truppe italiane dalla Dalmazia e l’occupazione della città di Zara da parte dei partigiani di Tito che finì un’epoca per la famiglia Luxardo.
Dopo la confisca di tutti i beni gli italiani superstiti andarono esuli in Italia e tra di essi Giorgio Luxardo, l’unico dei fratelli sopravvissuti della quarta generazione.
Trasferitosi a Padova, Giorgio Luxardo ebbe il coraggio di riprendere l’antica attività e nel 1947 costruì a Torreglia il nuovo stabilimento, iniziando così un altro capitolo della storia della Luxardo.
L’azienda ha dunque sede da 60 anni a Torreglia, ai piedi dei colli Euganei, ed è attualmente gestita dalla sesta generazione della famiglia.
Grazie al clima favorevole ed alla qualità del suolo, questa zona è adatta alla coltivazione delle marasche: la distribuzione gratuita di circa 20.000 piante di marasca, presso aziende agricole locali, ha reso la Luxardo completamente autosufficiente per questa materia prima.
Questa è una breve sintesi della storia della famiglia Luxardo e del Maraschino, un binomio che ha successo da 185 anni.
Ma Luxardo non è solo Maraschino; da questo prezioso frutto, la marasca, varietà acidula della ciliegia, si ottiene anche il liquore cupo che alla mensa di Fiume chiamavo “Sangue Morlacco”, così definito da Gabriele D’Annunzio, il Sangue Morlacco.
Un liquore di marasche, ottenuto per infusione del succo fermentato delle stesse ed invecchiato per due anni in tini di rovere.
Di colore rosso cupo e dal profumo intenso e inebriante di marasche, questo liquore è ottimo se degustato in abbinamento con cioccolato fondente ad elevato grado di purezza.
Nel corso di quasi 200 anni di storia la Luxardo ha affinato le ricette secondo i gusti e le tendenze moderne.
Ha migliorato la tecnica di distillazione, ha selezionato le migliori materie prime e ottimizzato i processi produttivi.
Questi fattori hanno fatto sì che la qualità dei prodotti Luxardo sia riconosciuta a livello internazionale; l’azienda è infatti leader in Italia non solo per il Maraschino ma anche nel settore delle bagne per pasticceria, ed esporta i suoi liquori in oltre 60 paesi nel mondo.

COGNAC MEDICINALE G. LUXARDO ZARA SIGILLO REALE FASCI

Bottiglia di Acquavite di Dalmazia di rara bellezza cromatica e di raro fascino.
Purtroppo il tempo ha segnato in modo sensibile questo rarissimo flacone.
Infatti, parte dell’etichetta risulta essere mancante, pur non pregiudicandone la leggibilità.
Il livello del liquido è appena sceso sotto lo standard di riempimento grazie al tappo in sughero a raso perfettamente sigillante, ancor ben tutelato dalla capsula in stagnola, anch’essa totalmente integra, sulla quale campeggia il Sigillo in alluminio con lo stemma Sabaudo e Fasci apposto come imposta di Stato, che ci consente di datare con precisione il flacone tra il 27 Novembre 1933 e il 31 Maggio 1944.
Si noti anche l’interessante fascetta dell’Imposta di Consumo del Comune di Modena; il vecchio Dazio.
Importante notare anche, nella parte bassa dell’etichetta, Licenza N. 1 Zara.
Una bottiglia veramente rara, degna di un museo se non fosse per il difetto di etichetta.

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